Intolleranze alimentari: come riconoscerle?

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Intolleranze alimentari: come riconoscerle?

Intolleranze alimentari sintomi

Avete mai pensato che il vostro gonfiore addominale, la frequente sensazione di spossatezza e la vostra emicrania possano dipendere da una o più intolleranze alimentari? Fenomeno in continua crescita, quello delle intolleranze alimentari è ormai un problema significativamente diffuso, soprattutto nei paesi occidentali. Le cause di tale diffusione sono da attribuire, in particolare, all’utilizzo (e abuso) di sostanze coloranti e conservanti presenti nei cibi che ogni giorno finisco sulle nostre tavole.

Le intolleranze alimentari sono solitamente scatenate da un’ipersensibilizzazione a tali sostanze che molto spesso non vengono digerite o assimilate dal nostro organismo. Nonostante la percentuale di persone colpite da intolleranze alimentari sia in costante aumento, queste non sono riconosciute dalla medicina ufficiale poiché non rilevate dai tradizionali test allergici. Si calcola che una persona su tre sia affetta da una qualche intolleranza alimentare ma purtroppo non tutti ne sono al corrente pur presentando sintomi inequivocabili.

Fatta eccezione per l’intolleranza al lattosio e al glutine, riconosciute dalla comunità medico-scientifica, le altre intolleranze sono diagnosticabili solo sottoponendosi ad appositi test che spesso è possibile eseguire anche in farmacia, ma non presso strutture pubbliche quali Asl e ospedali. Se anche la vostra pancia, dopo i pasti, tende a gonfiarsi e soffrite spesso di emicrania, è probabile che siate affetti da una intolleranza alimentare. Continuate a leggere il nostro articolo per saperne di più.

Indice degli argomenti:

Intolleranze alimentari: sintomi

Le intolleranze alimentari, solitamente, si manifestano con sintomi ben precisi ma non sempre riconducibili a tale patologia poiché spesso molto generici, come per esempio: cefalea, nausea, addome gonfio, disordini intestinali, crampi addominali, diarrea, astenia, flatulenza, meteorismo, pelle secca, capogiri, coliche. Questi aumentano significativamente quando si è affetti da colon irritabile, terreno molto fertile per l’insorgere delle intolleranze alimentari.

Purtroppo, stili di vita errati e una scorretta alimentazione hanno contribuito alla diffusione di disturbi legati all’apparato digerente e dunque anche all’insorgere di diversi tipi di intolleranze alimentari, spesso difficilmente diagnosticabili, a differenza di quella al glutine e al lattosio riconosciute dalla comunità scientifica. Proprio per questo, molte persone non sanno di essere intolleranti a determinati alimenti che, quindi, vengono assunti regolarmente provocando un intensificarsi di fastidiosi disturbi causati dall’accumulo di tossine che il nostro organismo non riesce a smaltire. Questo accumulo è causa di una sorta di lento “avvelenamento” che con il tempo può dare luogo ai numerosi sintomi sopra descritti. Per evitare il rischio di sviluppare ipersensibilità a determinati alimenti, bisognerebbe seguire una dieta ricca di cibi non raffinati, evitare i cibi di derivazione animale e condurre uno stile di vita sano che contempli una costante attività fisica.

Quali sono le differenze tra allergie e intolleranze alimentari?

Le allergie alimentari non devono essere confuse con le intolleranze alimentari. Come dicevamo, le prime sono le uniche riconosciute dalla comunità medica poiché coinvolgono il sistema immunitario (in particolare le immunoglobuline) a differenza delle seconde che dunque non vengono riconosciute come vere e proprie patologie.

Le allergie alimentari sono causate dal rilascio di istamina da parte degli anticorpi in risposta all’ingestione dell’allergene contenuto in un determinato alimento. L’istamina, così come le altre sostanze chimiche rilasciate dal nostro sistema immunitario, provoca sintomi e reazioni anche molto violente che si manifestano dopo pochi minuti dall’ingestione della sostanza incriminata. In casi molto gravi, le allergie alimentari possono dare luogo al pericolosissimo shock anafilattico. Tutto questo non accade quando si è affetti da un’intolleranza alimentare poiché essa non comporta l’intervento delle immunoglobuline.

Le intolleranze alimentari sono scatenate dalla prolungata ingestione di un alimento che causa ipersensibilizzazione e dunque provoca una sorta di lenta intossicazione che scatena diversi disturbi non sempre legati all’apparato digerente, tra cui anche debolezza e mal di testa. Tali disturbi possono insorgere anche a distanza di diversi giorni dall’assunzione di determinati alimenti. Proprio per queste caratteristiche, le intolleranze alimentari non vengono rilevate dai comuni test allergologici, per diagnosticarle occorre effettuare specifici test presso naturopati, omeopati, nutrizionisti ma anche in altre strutture private.

Come diagnosticare le intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari diagnosi
Come dicevamo, per scoprire se si è affetti da una o più intolleranze alimentari occorre sottoporsi a test particolari, differenti da quelli eseguiti per diagnosticare le allergie alimentari. Se pensate di essere affetti da un’intolleranza alimentare, il consiglio è quello di rivolgersi a centri specializzati in cui è possibile sottoporsi a diversi tipi di esami, di seguito, i più comuni.

F.I.T. Test (Food Intolerance Test): consiste in un prelievo di sangue utile per osservare la risposta immunitaria degli anticorpi di classe G a contatto con diversi estratti proteici. Il F.I.T. Test, infatti, prende in esame la reazione del nostro organismo a determinate proteine alimentari.

Citotest: in seguito a un prelievo di sangue si osserva la reazione dei globuli bianchi a contatto con sostanze non tollerate dal nostro organismo.

Vega Test: è il test più diffuso per rilevare la presenza di intolleranze, consiste nell’emissione di piccoli input elettrici che riproducono la variazione bioelettrica in atto nel nostro organismo quando veniamo in contatto con sostanze a cui siamo intolleranti. Tramite un’apposita apparecchiatura viene registrata la risposta del nostro corpo agli input elettrici, evidenziando eventuali anomalie.

Test DRIA: analizza la risposta muscolare del nostro corpo quando viene in contatto con determinate sostanze. Per identificare l’eventuale intolleranza, al paziente viene misurata la forza muscolare in seguito a ingestione di una piccola quantità della sostanza presente nell’alimento preso in esame. Se il tono muscolare diminuisce, vuol dire che si è affetti da intolleranza.

Quindi, se pensate che i vostri sintomi siano riconducibili a qualche intolleranza alimentare, la prima cosa da fare è mettersi in contatto con specialisti dell’alimentazione, nutrizionisti, naturopati e omeopati che, una volta effettuati tali test e una visita specialistica dettagliata, potranno formulare una diagnosi precisa indicandovi la terapia più corretta e l’alimentazione che meglio risponda alle vostre esigenze nutrizionali.

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