Vita diabetica? Si può fare

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Vita diabetica? Si può fare

Ci sono tantissimi siti e articoli che parlano del problema del diabete, alcuni in maniera molto professionale, altri in modo un po più semplice ma nessuno si preoccupa mai dei sentimenti e delle emozioni di chi è soggetto a questi cambiamenti di vita. Proprio per questo qui, cercheremo di capire come fare ad affrontare tutto ciò nei migliori dei modi.

Molto spesso il problema non è la malattia in sé ma sono le sue implicazioni sociali, soprattutto da parte dei coetanei. Se per i bambini e adolescenti, il disagio maggiore è comunicare agli altri la sua malattia, per i genitori a volte il forte stress è dovuto dal continuo dover nascondere la patologia, causando e trasmettendo ancora più ansia e inadeguatezza ai figli.

Sono circa 22.000 i bambini e adolescenti affetti dal diabete di tipo 1 in Italia. Bambini e ragazzi che non sanno come comportarsi. Adolescenti ma anche tanti adulti, che credono di non potercela fare e di non poter vivere più una vita normale. Proprio per aver toccato con mano situazioni di soggetti affetti da gravi depressioni, poi sfociate in altri malesseri fisici ancora più gravi, oggi ho voluto intervistare Lucio Messina, 28 anni, affetto da diabete da quando ne aveva 12.

 

“Spero quest’intervista ti aiuti a capire che puoi vivere la tua vita per come l’hai sempre vissuta, anzi potrai addirittura migliorarla.”

 

V: Quando e come hai scoperto di essere diabetico?

L: Avevo 12 anni, era estate e i miei genitori si accorgevano che dimagrivo tantissimo. Cosi vedendomi solo pelle e ossa hanno deciso di farmi fare degli esami. Il pediatra diceva che era normale, perché essendo in una fase di crescita era comune che un bambino mangiasse tanto ma non accumulava peso. Grazie all’insistenza di mia madre, mi feci le prime analisi. Nei primi risultati, la mia glicemia era 280, quando il valore normale che un individuo dovrebbe avere è di 90/110. Dopo 15 giorni abbiamo ripetuto l’esame è la mia glicemia era aumentata a 480. Cosi fui ricoverato 5 giorni in ospedale dove mi veniva diagnosticata la patologia del diabete.

 

V: Non avvertivi nessun disturbo o malessere?

L: No, l’unica cosa che accusavo era soltanto di avere una fame continua. A volte il pomeriggio subito dopo pranzo capitava che mangiassi mezzo chilo di pane in due minuti, senza mai ingrassare di 500 g.

V: Cos’hai pensato quando ti hanno detto che eri diabetico e dovevi farti l’insulina per tutta la vita?

L: Non mi ricordo di preciso come me l’hanno detto o che parole hanno usato ma ricordo perfettamente la reazione di mio padre. Non appena il dottore disse che avrei dovuto fare l’insulina tutta la vita, mio padre scoppiò a piangere e da li ho preso tutto con più leggerezza. Dovevo far capire ai miei genitori di non avere nulla di grave, si poteva benissimamente convivere con tutto ciò. Anche a livello alimentare non ho dovuto fare grosse rinunce in quanto non andavo pazzo per i dolci. Inizialmente ho dovuto seguire per 5 mesi una dieta molto rigida, pesando tutto quello che mangiavo.

 

V: Cos’è cambiato del tuo stile di vita?

L: Fortunatamente riscontrando questo problema a 12 anni, non è cambiato nulla, perché sono cresciuto in questo modo. Sicuramente se ero in una fascia di età più grande, magari tra i 16 e i 18 anni ci sarebbe stata qualche difficoltà in più. La cosa che mi pesava un pochino forse era quando uscivo con gli amici, tutti compravano il kinder bueno e a me invece inizialmente era stato detto che non potevo mangiarlo.

 

V: Come ti curavi e come ti curi adesso?

L: inizialmente facevo la classica insulina con le penne anche perché ancora non era molto conosciuto il microinfusore insulinico. Adesso fortunatamente la tecnologia si è fatta strada anche in questo campo alleggerendo la situazione. Purtroppo non tutti conoscono o vogliono impiantarsi il microinfusore che io ho impiantato 6 anni fa. Ma adesso è molto più semplice e io preferisco questo apparecchio in quanto mi permette di non “bucarmi” 3-4 volte al giorno ma bensì, una volta ogni 3-4 giorni. Tra l’altro con il microinfusore, riesci a mantenere stabile la glicemia perché rilascia insulina h24 in microdosi.

V: C’è un’età minima per utilizzare quest’apparecchio?

L: no non c’è un’età minima. Anche i bimbi di 1 anno affetti da questa patologia possono utilizzare il microinfusore. Ovviamente nei casi di bimbi troppo piccoli i genitori li guideranno al corretto funzionamento dell’apparecchio attivando magari il blocca tasti per evitare che pigiano bottoni a caso essendo troppo piccoli.

 

V: Ti senti mai a disagio a causa del tuo apparecchio?

L: No, mai. Mi è pure capitato di andare al mare e avere l’adesivo attaccato addosso, anche se a volte lo metto nelle gambe per evitare le continue domande curiose di troppa gente.

 

V: Questa patologia è ereditaria?

L: no possono esserci dei fattori ereditari ma se non c’è la causa scatenante non è una patologia innata solo perché un genitore è affetto da diabete. Nel mio caso mi hanno detto che è stato un virus che ha colpito il pancreas possibilmente provocato anche da una febbre mal curata.

 

V: Che tipo di esami devi fare e ogni quanto?

L: Faccio un esame specifico che si chiama emoglobina glicosilata detta anche, HBA1C ogni 6 mesi. Invece una volta l’anno faccio tutti gli esami obbligatori di routine: esame del sangue, delle urine, controllo degli organi vitali (fegato, pancreas e reni), visita oculistica (fondo oculare), elettrocardiogramma, tiroide e controllo ai piedi.

 

V: Cosa non puoi mangiare assolutamente?

L: Kiwi e loto. Dopo di ciò posso mangiare tutto ma senza abusarne.

 

V: Cosa puoi mangiare per aiutare il tuo corpo a far abbassare la glicemia?

L: non è solo un fattore di cibo, ma è anche molto importante l’attività fisica che aiuta a ridurre la glicemia. Bruciando calorie e zuccheri a sua volta riusciremo a stabilizzare la glicemia. Con una dieta varia ed equilibrata possiamo condurre una vita come chiunque altro.

 

V: Pensi che ci sia un’adeguata informazione da parte dei medici, su questa patologia, nei confronti delle famiglie?

L: Nel caso del diabete, non tutti riescono a dare una buona informazione e preparazione ad una vita diabetica. Anzi alcuni sono proprio male informati com’erano infatti i miei primi due dottori. Mi era stato detto di non poter assolutamente mangiare la maggior parte della frutta, nessun tipo di dolci ecc. Dopo aver cambiato 3 ospedali, mentre stavo seguendo il ciclo per l’impianto del microinfusore con un nutrizionista, mi accorsi di essere l’unico ragazzo a non mangiare molte cose pensando che fossero evitate. Così dopo 9 anni di proibizioni, ricominciai a mangiare o quantomeno ad assaggiare tutto. Per questo è molto importante la giusta informazione perché purtroppo ho conosciuto ragazzi che hanno avuto dei problemi soprattutto a livello morale. Molti entrano in depressione e credono di non poter far più nulla ma si sbagliano.

 

V: Secondo te qual’è la cosa più importante da dire a tutte quelle persone e adolescenti o bambini che scoprono di avere questa patologia e reagiscono in maniera molto negativa?

L: Sicuramente c’è molto di peggio. Io conduco una vita normalissima. Tranquillamente e molto spesso faccio dei viaggi, anche da solo, vado ai concerti, vado a ballare tutta la notte, vado al mare, in piscina e faccio anche sport estremi. Sai, molto spesso penso che forse faccio di più di tante persone che non hanno nessun problema o disturbo di questo tipo. Non mi sento assolutamente “malato” o “inferiore” agli altri. Semplicemente ho accettato questa situazione e ne ho fatto il mio punto di forza, vivendo ogni singolo giorno come chiunque altro.

 

Come avete visto è possibile condurre una vita normale e insegnare anche ai più piccoli ad essere autonomi nella gestione quotidiana delle cure e soprattutto, a far capire che è davvero possibile poter vivere quella vita che si sarebbe vissuta senza il diabete.

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